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Costantino Nigra

QUINDICI CD

Canti popolari del Piemonte
cent’anni dopo 1888/1988

Vitalità e sopravvivenza della
ballata epico-lirica in Piemonte

In ricordo di Costantino Nigra e dei canti popolari piemontesi

Questo lavoro nasce dalla volontà di onorare l’opera pionieristica di Costantino Nigra e di valorizzare il ricco patrimonio di canti popolari piemontesi. Grazie alla collaborazione di numerosi ricercatori, abbiamo raccolto e catalogato un vasto repertorio di canti, molti dei quali rischiano di perdersi.

Attraverso questa pubblicazione, intendiamo preservare la memoria; documentare e diffondere un patrimonio culturale inestimabile, promuovere la ricerca; incoraggiare nuovi studi e approfondimenti sulla musica popolare piemontese e favorire la conoscenza contribuendo a una migliore comprensione delle tradizioni e della cultura della nostra regione. I canti presentati sono stati scelti in base alla loro rilevanza storica e culturale, e sono stati organizzati seguendo i criteri stabiliti da Costantino Nigra. Le registrazioni sono state digitalizzate e restaurate per garantire la migliore qualità d’ascolto possibile.

Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, in particolare i ricercatori che hanno dedicato il loro tempo e le loro energie alla raccolta e alla catalogazione dei canti.

Costantino Nigra nacque l’11 giugno 1828 a Villa Castelnuovo, oggi, con il vicino Sale, Castelnuovo Nigra.
Il padre Ludovico, chirurgo, era un superstite delle Armate napoleoniche; lo zio Gian Bernardo De Rossi fu un famoso studioso di lingue orientali, noto in tutta l’Europa.

Dopo aver partecipato alla prima guerra di indipendenza, riportando una grave ferita nella battaglia di Goito, si laureò in legge ed entrò al Ministero degli Esteri piemontese. In breve divenne segretario particolare prima di Massimo d’Azeglio poi del Conte di Cavour.

Del grande Statista fu, fino alla morte, nel 1861, il più fedele e stimato interprete, collaboratore e sovente consigliere. Portavoce ufficiale a Parigi, presso l’Imperatore Luigi Napoleone, contribuì in maniera determinante all’unificazione italiana con indiscusse capacità diplomatiche ed umane, documentate dall’imponente Carteggio Cavour-Nigra.

Dopo la morte del Conte seguì le tormentate vicende della terza guerra di indipendenza e della presa di Roma. Dopo il 1878 Nigra fu ambasciatore d’Italia a Pietroburgo, Londra e infine a Vienna, dove promosse con Austria e Prussia la Triplice Alleanza che costituisce l’indirizzo principale della politica estera italiana sino al 1914.
Si ritirò dalla carriera nel 1904 e morì a Rapallo il 11 luglio 1907.

Costantino Nigra fu anche uomo di profonda cultura letteraria: più ancora che come diplomatico, forse oggi viene ricordato per alcune poesie (Idilli, La rassegna di Novara, Barcarola), assai note e popolari e soprattutto tra gli studiosi di linguistica e di etnologia per le raccolte de “Canti popolari del Piemonte“, “Le sacre rappresentazioni in Canavese” e gli studi sul dialetto piemontese.

Nominato Conte di Villa Castelnuovo dal Re, scelse come motto “Aut e drit“, due parole in piemontese che rappresentano senza dubbio i suoi ideali di vita.