Il Territorio

Bajo Dora: un villaggio pittoresco
Bajo Dora è un pittoresco villaggio di 350 anime che vanta una storia ricca e affascinante. Un tempo sede di un castello, distrutto durante il conflitto franco-spagnolo del 1640, il paese ha visto susseguirsi nobili famiglie come i Soleri di Ivrea e i Dallariva.
L’identità di Bajo Dora è profondamente radicata nella sua storia di resistenza. Conosciuto come la “piccola Russia” per il suo fervente antifascismo, il villaggio ha pagato un prezzo alto durante il ventennio fascista, con numerose vittime e esili forzati. La Resistenza ha lasciato un’impronta indelebile, con ben 36 partigiani e cinque caduti commemorati nelle vie del paese.
Lo spirito ribelle di Bajo Dora si manifesta anche nelle sue tradizioni. La festa del “AGNIR CANTAR CUN GNET” (Venir a cantare con noi) è l’incarnazione moderna dell’antica usanza di innalzare l’albero della libertà il Primo Maggio, sfidando apertamente il regime fascista. Questa celebrazione, che inizia il 30 aprile e si protrae fino all’esaurimento delle energie il Primo Maggio, è un tributo alla libertà e alla spontaneità.
Vi invitiamo a unirvi a noi per questa festa unica, la più “disorganizzata del mondo”. È un’opportunità per immergersi nell’autentico spirito bajolese, celebrando la libertà e la tradizione in un’atmosfera di gioia e condivisione. Venite a scoprire il fascino di Bajo Dora, dove ogni pietra racconta una storia di resistenza e ogni canzone è un inno alla libertà.


Il Canavese: terra di storia millenaria
La Regione Piemonte e Provincia
Il Canavese, terra di storia millenaria e bellezze naturali, si estende dalle fertili pianure di Chivasso fino alle maestose vette del Gran Paradiso. Questa regione, un tempo porta d’accesso alle Alpi, oggi offre un affascinante mosaico di paesaggi: dalle colline moreniche della Serra ai laghi glaciali di Candia e Ivrea, dalle valli Chiusella, Sacra e Orco-Soana ai rigogliosi boschi che ne caratterizzano il territorio.
Il Canavese ha dato i natali a illustri personaggi come Costantino Nigra, rinomato per le sue ricerche sui canti popolari, e Giuseppe Giacosa, celebre per le sue opere sul Medioevo. La regione ha anche ispirato artisti come Alfredo d’Andrade, le cui opere catturano l’essenza di un Canavese bucolico e senza tempo.
La storia del Canavese si legge nei suoi numerosi castelli, testimoni silenziosi di epoche passate. Tra questi, i castelli di Agliè e Masino spiccano come esempi sublimi del Barocco Piemontese, celebrando lo splendore della Corte Sabauda.
L’evoluzione economica della regione è altrettanto affascinante: dall’antica coltivazione della canapa all’attuale industria high-tech, il Canavese ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. L’eredità di Adriano Olivetti ha plasmato non solo l’industria, ma anche l’architettura e l’urbanistica della zona, creando un modello unico di sviluppo sostenibile.
Il Canavese invita a scoprire la sua ricca gastronomia, i pregiati vini e l’artigianato di qualità, offrendo un’esperienza completa che fonde cultura, natura e tradizione in un connubio unico nel suo genere.
La regione Piemonte, situata nel Nord-Ovest dell’Italia, vanta circa 4.300.000 abitanti su un’area di 25,400 km². Confina con la Francia a ovest e con la Svizzera a Nord, offrendo paesaggi mozzafiato dalle Alpi agli Appennini.
Torino, la capitale regionale, è un centro industriale e culturale di rilievo, famosa per il Museo Egizio e la Mole Antonelliana. Le sette province piemontesi presentano una ricca diversità: dalle colline vitivinicole di Asti ai risaie di Vercelli.
L’economia piemontese spazia dall’agricoltura all’industria high-tech. Oltre alla rinomata produzione automobilistica FIAT, il Piemonte eccelle nella produzione di vini pregiati come il Barolo e il Barbaresco. La regione vanta anche un’eccellente rete di trasporti, incluso l’aeroporto internazionale di Torino-Caselle.