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Il Coro Bajolese

I componenti

La foto in cornice è un dono della pittrice Alice Visentin in ricordo della libera cantata del 13 settembre 2020 ad Avise (AO) nell’ambito del suo progetto “Il comizio, la merenda e il canto”.


Prima fila da sinistra:Giovanni Borgnino, Mario Bergonzi, Redi Godeas, Amerigo Vigliermo, Marco Aichino

Seconda fila da sinistra:
Marco Bergonzi, Renato Malinverni, Paolo Bacchiega, Federico Fontana, Corrado Billia, Lorenzo Enrico, Fulvio Coda, Valter Deandreis, Giorgio Ramella, Norma Betteto Coello, Gian Carlo Biglia, Sergio Cossettini, Andrea Perino.

Il Coro Bajolese al Parlamento Europeo, Bruxelles 7 giugno 2008

Foto di Giorgio Marengo

Il Coro Bajolese, Bajo Dora 2008

Seduti da sinistra: Giovanni Borgnino, Renato Malinverni, Gian Carlo Biglia, Valter Deandreis, Norma Betteto Coello, Federico Fontana, Mario Bergonzi, Luciano Magnano.
In piedi da sinistra: Lorenzo Enrico, Luciano Bensa, Sergio Cossettini, Giampietro Dalmaso, Francesco Pascuzzi, Giorgio Ramella, Paolino Bacchiega, Marco Bergonzi, Redi Godeas, Gino Coello, Amerigo Vigliermo.
In alto da sinistra: Corrado Billia, Tiziano Giacchero, Andrea Perino, Leonardo Andrian, Marco Aichino, Roberto Sgarlata, Fulvio Coda.

Il Coro

Nato nel cuore del Canavese, a Bajo Dora, nel 1966, il Coro Bajolese ha da sempre inteso la musica come un ponte verso le proprie radici. I suoi membri, fin dall’inizio, hanno scelto di attingere direttamente dalla tradizione orale locale, imparando i canti dalla gente del paese.

L’obiettivo era chiaro: far sì che la comunità riscoprisse la propria identità culturale attraverso la musica. Come vi era scritto nel “manifesto di fondazione”, il coro voleva essere un luogo di incontro e di condivisione, dove trasmettere ai più giovani l’amore per il canto e dove preservare le tradizioni musicali del territorio.

La ricerca e la raccolta dei canti popolari sono state un’impresa appassionante, ma anche faticosa. Armati di registratori, i membri del coro hanno intervistato anziani, parenti e amici, raccogliendo testimonianze preziose sulla vita di un tempo. Nonostante le difficoltà e le opinioni scettiche di molti, il Coro Bajolese ha perseverato, convinto dell’importanza di preservare questo patrimonio culturale.


L’incontro con l’opera di Costantino Nigra ha ulteriormente motivato i cantori, i quali hanno intrapreso un percorso di recupero e valorizzazione dei canti tradizionali. Ben presto si sono resi conto che quei canti non erano semplici melodie, ma vere e proprie testimonianze di vita, di cultura e di civiltà. L’esperienza di cantare insieme ha creato un legame profondo tra i membri del coro, che hanno trovato nella musica un modo per rafforzare il senso di comunità. L’esempio degli anziani, capaci di cantare per ore con spontaneità e passione, è stato per loro una fonte di ispirazione continua.


Il Coro Bajolese è così diventato molto più di un semplice gruppo corale: è un punto di riferimento per la comunità, un luogo dove si coltivano le tradizioni e si trasmette l’amore per la musica popolare.

Il Coro Bajolese nel 1970 - Balmetto Fogliatto, Borgofranco d'Ivrea (To)

Nel 1975, il Centro Etnologico Canavesano (CEC) ha ampliato l’esperienza del Coro Bajolese, trasformando la ricerca sui canti popolari in un’indagine sistematica sul patrimonio culturale dell’intera regione.

Attraverso interviste, registrazioni audio e video, il CEC ha raccolto migliaia di testimonianze sulla vita quotidiana, i lavori, le feste, i riti e le tradizioni del Canavese. Questo prezioso archivio documenta l’evoluzione della cultura locale, dalla società contadina all’epoca industriale.

Il CEC ha condiviso i risultati delle sue ricerche con il pubblico attraverso pubblicazioni, concerti, incontri e una rivista dedicata. L’obiettivo è sempre stato quello di far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale del Canavese, stimolando una nuova consapevolezza nelle comunità locali.

Il repertorio del Coro Bajolese, arricchitosi nel corso degli anni, riflette la varietà e la ricchezza della tradizione canora canavesana: dai canti d’amore e di lavoro ai canti di protesta, dai canti religiosi a quelli profani. Ogni esibizione è un’occasione per celebrare le radici culturali della regione e trasmettere ai giovani l’amore per la propria terra.

Il Coro Bajolese nel 1970 – Balmetto Fogliatto, Borgofranco d’Ivrea (To)