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Elvira

La vera semplice tenera storia di
ELVIRA
un canto che suscita forti emozioni

Giacchino del Brich, questo il nome d’arte di Giacomo Chiuminatto Moro, era un cantore di talento e un personaggio indimenticabile di Castelnuovo Nigra. Nato in Algeria nel 1900, la sua vita fu segnata da una malattia che lo costrinse a vivere in sedia a rotelle. Nonostante le difficoltà, il giovane Giacchino non si arrese mai e trovò nella musica una forma di espressione unica.
Un incontro indimenticabile
Fu proprio ascoltando la sua voce cristallina, durante una sera trascorsa all’osteria di Cintano, che nacque la leggenda di Elvira. Giacchino, con la sua passione e la sua intensità, ci regalò una performance indimenticabile. Ma cosa si celava dietro quelle parole struggenti?
La vera storia di Elvira
Grazie alla testimonianza della signora Carlotta Bertoglio, siamo riusciti a ricostruire la storia di Elvira. Una giovane donna, orfana e povera, che si innamorò di Giacchino. Un amore impossibile, a causa della differenza d’età e delle pressioni sociali.
Un canto che supera il tempo
La canzone “Elvira” divenne ben presto un simbolo di un amore perduto, un lamento che risuonava nel cuore di tutti. Ancora oggi, il Coro porta in scena questo brano, toccando le corde più profonde dell’animo degli ascoltatori.

Amerigo Vigliermo, Bajo Dora marzo 2009

Il canto che Giacomo Giacomino ci ha tramandato, arricchitosi nel tempo di dettagli preziosi, è ormai una vera e propria epopea sentimentale della nostra Valle Sacra. Un intreccio di poesia, amore, dolore e disillusione che ci tocca nel profondo.

Tuttavia, la differenza d’età e la distanza che separava le loro abitazioni – Giaculin viveva al Brich, una zona isolata tra Cintano e Castelnuovo – furono un ostacolo insormontabile al loro amore.

Le parole di Domenico Bono, figlio di Lina, ci offrono un epilogo inaspettato a questa storia:

“Subito dopo la guerra, Elvira si trasferì in Asti, dove conobbe e sposò un altro uomo. Nonostante la distanza, mia madre ha sempre mantenuto i contatti con lei, scambiandosi lettere e cartoline. Elvira ha avuto un figlio, che porta avanti la tradizione familiare venendo spesso in Canavese per cercare i preziosi tartufi. Sarà qui a Castelnuovo Nigra il 28 agosto e sarà un piacere presentarvelo.”

La storia di Giaculin ed Elvira è un esempio di come l’amore, anche quando non trova compimento, possa ispirare opere d’arte che attraversano le generazioni. La loro ballata continua a risuonare tra le montagne della Valle Sacra, un monito eterno sulla forza dei sentimenti e sulla fragilità del destino.

Nato nel 1947, sono figlio di Teresio e Elvira Carli. Mia madre, originaria di Castelnuovo Nigra, trascorse lì la sua giovinezza, legando un profondo affetto con la famiglia Bono che la sostenne durante gli anni della guerra. Nel 1946, seguendo una nuova opportunità, si trasferì a Viarigi dove conobbe e sposò mio padre, un contadino laborioso.

Ho scoperto la storia della “canzone di Elvira” grazie ai Bono, che mi avevano regalato alcune cassette. Purtroppo le ho perse, ma spero di poterle recuperare in qualche modo. Mi piacerebbe molto ascoltare quella melodia che ha legato indissolubilmente il nome di mia madre a quello di Giacomo Giacomino.

La Valle Sacra, terra ricca di storia e tradizioni, è stata la culla di questa bellissima ballata. È affascinante pensare che proprio in questo luogo, dove Costantino Nigra raccolse i canti popolari del Piemonte, sia nata anche la storia d’amore tra Elvira e Giaculin.