Salutando Elio

Non ricordo l’anno, forse i primi anni del 1980.
Ricordo invece che era la seconda domenica di luglio e a Trovinasse di Settimo Vittone si celebrava tradizionalmente la festa patronale di San “Chiri” (Quirico).
Priore della festa era Francesco Cobetto un grande cantore di Loranzè, che aveva invitato il Coro Bajolese per le funzioni religiose e naturalmente per il “dopo”, quando la festa assume i toni di una allegra parata di canti e suoni in libertà.

Arrivammo sul luogo della festa molto prima dell’inizio e fu una scelta fortunata. Dalla trattoria di Renato proveniva un canto straordinario, una polifonia dolcis- sima, quasi come il canto delle sirene che ammaliarono Ulisse (si fa per dire).
Ci avvicinammo e scoprimmo gli autori di tanta meraviglia.
Il primo con il sorriso bonario fu proprio Elio, poi più timidamente apparve Piero Mannia detto Cantuja dall’appellativo con cui era conosciuto suo padre Giovanni.
Infine si affacciò Giuseppe, spaurito come se fosse stato colto in flangrante per qualche malefatta.

Per noi del Coro e del Centro Etnologico Canavesano, fu un giorno memorabile.
L’idea di formare un gruppo di canto spontaneo nacque proprio quel giorno.
Lo chiamammo il gruppo dei Margari Valdostani e Canavesani, che con l’affermarsi dell’iniziativa si chiamò semplicemente Gruppo dei Margari.
Paolo Gamba, Emanuele Jorio, Lauro Ughetti, Dante Favre, Elio, Giuseppe, Fulvio sono i nomi che componevano il Gruppo.
Sovente molti componenti del Coro amavano cantare con i Margari (Redi, Marco, Federico, Walter ... Amerigo).

Elio con la sua calma, col suo innato buonsenso contadino esercitava naturalmente una certa fiducia “culturale” riconosciuta e accettata da tutti.
Nel frattempo abbiamo conosciuto l’ambiente dove Lui era vissuto.
Il papà Laurino, la mamma della famiglia Tonetta di Settimo Vittone.
La sua signora Mafalda da famiglia contadina biellese. E poi i suoi fratelli Adele e Mario, i suoi figli Michele, Henry, Davide, Lauro e un bel fiocco rosa Angela.

L’azienda che Elio dirigeva con tanta competenza e passione era dislocata in varie località. In pianura, ad Azeglio, aveva la cascina “Lova” dove Michele ed Henry giocavano tranquillamente tra le zampe delle mucche e noi temevamo per loro.
D’estate avevano e hanno gli alpeggi di “Stuba” e di “Bichera” dove anche noi andavamo a trovarLo per rinfrescare noi stessi e il “repertorio”.
Erano le occasioni che lui apprezzava di più.
Oltre la famiglia, il Canto e l’Amicizia sono sempre stati i suoi ideali più cari.
Grazie Elio: mancherai alla tua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di averti per amico.

Il Coro Bajolese ed il Centro Etnologico Canavesano

Bajo Dora 3 agosto 2020

 
       
         
       
         
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